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Visualizzazione dei post da novembre, 2021

Soria e antropologia dell'aspirina - STEP #2: etimologia

     L’aspirina in se si presenta come una sostanza bianca e cristallina. Nel 1899, anno della sua commercializzazione, si presenta come una fiala contenendo 250g, che è venduta ai farmacisti, che a loro volta la rivendono in borse di carta di 500 mg. Un anno dopo appare la tavoletta di aspirina come la conosciamo oggi [1].       Il nome originale di “Aspirin” fu trovato dal comitato formato dagli scopritori della medicina, ed è una combinazione del prefisso “a”, della parola “spiri” e del suffisso “in”. Il prefisso “a” fa riferimento al processo di acetilazione della salicilina. La parola “spiri” fa parte del nome latino dell’olmaria, spiraea ulmaria, che è una latinizzazione del nome greco per l’olmaria: speiraia, nominata così a per la forma in spirale dei suoi follicoli. Finalmente, il suffisso “in” era comune nella chimica dell’epoca. Benché oggi il suo uso sia più ristretto e rigoroso, si usava in modo generale e non sistematico per designare sos...

Soria e antropologia dell'aspirina - STEP #1: gli inventori

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     Se l’aspirina è stata l’oggetto di un brevetto nel 1899 da parte dei laboratori Bayer [1], la storia che porta alla scoperta del suo principio attivo (l’acido acetilsalicilico, la molecola che gli conferisce le sue proprietà) inizia molto prima ed implica una moltitudine di personaggi.  1-Le origini   Ebers papyrus L’antenato naturale dell’acido acetilsalicilico, la salicilina, si trova in diversi alberi della famiglia dei salici [2]. Grazie al Papiro Ebers, un papiro egizio datato da circa 1500 a.C., uno dei più vecchi manoscritti medici mai ritrovati, si sa che gli Egizi usavano la corteccia di salice come analgesico (antidolore) e antipiretico (anti-febbre) [3], [4]. L’uso di questo trattamento è descritto tra 18 metri e 110 colonne di testo ...