Soria e antropologia dell'aspirina - STEP #7: Un film
L’aspirina è molto presente nei
film di tutte le epoche, per causa della
sua popolarità, in particolare come
antalgico o medicamento che tutti hanno
nella loro farmacia personale. Così bene
che nei media, e anche nei video
pubblicati sull’internet, il fatto di diluire
un’aspirina effervescente in acqua è
diventato un “running gag” per segnalare
che un personaggio non ce la fa più con
una situazione.
Ma è molto più difficile trovare
un’ opera che gira intorno all’aspirina,
una medicina così banale e familiare.
C’è, tuttavia Cinema, Aspirina e Urubus,
o, in italiano, “Cinema, Aspirina e
avvoltoi”, un road movie del 2005 che
racconta la storia di Johann, un tedesco
che, per fuggire la guerra nel 1942, si
rende in Brasile dove vende aspirina nel
Sertao (una regione arida e gigantesca),
presentandola come un prodotto
miracolo con l’aiuto di proiezioni
filmiche. Nel suo viaggio, Johan fa
l’incontro di un cabolco (un meticcio
brasiliano di origine europea e indigena)
chiamato Ranulfo, che vuole fuggire la
miseria e il regime autoritario.
Quando il Brasile dichiara la guerra alla Germania, Johann deve di nuovo fuggire
per nascondersi nell’Amazonia, accompagnato dal suo nuovo amico, per lavorare come
“soldato di gomma”: erano persone reclutate durante la guerra per raccogliere gomma
nell’Amazzone per lo sforzo di guerra e per venderlo agli Stati Uniti.
Il film mostra, nell’incontro dei due uomini, la confrontazione tra i loro due mondi,
e tra il loro viaggio e il paesaggio arido del sertao brasiliano.
Cinema, Aspirina e avvoltoi è stato diretto da Marcelo Gomes, un direttore
cresciuto in una regione similare a quella che si vede nel film [1].
Nel 2005 Il film è stato parte della selezione di Cannes, nella categoria “un certain
regard” (una certa prospettiva), dove ha vinto il premio dell’Educazione Nazionale [2].
[1] U.Prutsch,'Cinema, Aspirins and Vultures: A Do
uble Escape from a Global Conflict'; in Migration in Lusophone Cinema, C. Rêgo and M. Brasileiro, Eds. New York: Palgrave Macmillan US, 2014, pp. 167–185. doi: 10.1057/9781137408921_10.
uble Escape from a Global Conflict'; in Migration in Lusophone Cinema, C. Rêgo and M. Brasileiro, Eds. New York: Palgrave Macmillan US, 2014, pp. 167–185. doi: 10.1057/9781137408921_10.
[2] J.-L. Douin, ‘Cinéma, aspirines et
vautours’, Le Monde, Apr. 18, 2006. [Online]. Available:
https://www.lemonde.fr/cinema/article/2006/04/18/cinema-aspirines-et-vautours_762883_3476.html
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